[Cinquanta Sfumature di Bianco]
coni portariso pizzo
Scritto da Elena il 1 July 2013 / 0 COMMENTI
Il fai da te wedding?

O usando l’acronimo anglosassone DIY (Do It Yourself)?
Da ogni parte arrivano proposte e soluzioni per produrre piccoli oggetti o particolari per gli allestimenti “fatti a mano”.
Dichiaro fin da subito che io non ne sono un’amante! nel senso che pur apprezzando lo sforzo creativo e la spiccata manualità di alcuni, trovo che le cose “fatte in casa” abbiano sempre un po’ quell’aria misera, improvvisata, raffazzonata.

Distinguo infatti il “fatto a mano” realizzato da un artigiano (più o meno artistico) al “fatto in casa” intendendo con questo quella categoria di lavoretti – vogliate scusarmi il nome – che vengono realizzati da hobbysti.

Per intenderci, nel vasto mondo wedding gli oggetti più gettonati sono:
– partecipazioni
– coni per il riso (e questo mi va bene, visto l’utilizzo e la fine che fanno…)
– cake topper (ammessi fatti a mano solo quelli che ritraggono fedelmente gli sposi, per ovvie ragioni…)
– libretti vari (messa, guest book, …)
– wedding cake porta buste (oggetto che non mi piace come idea e neanche se fosse fatto in marmo da Michelangelo in persona!!!)
– ventagli (spesso fatto con palette da ceretta o abbassalingua!!!)
– tableau (non ne posso più di tulle e rami secchi!)
– accessori vari sposa
… dimentico qualcosa?

Se da una parte accolgo con piacere l’idea che gli sposi realizzino qualcosa fatto da loro, con le loro mani, dall’altro non apprezzo molto la scelta di sostituire un prodotto professionale con un’alternativa “fatta in casa”, magari realizzata da un’altra persona esterna agli sposi che, a conti fatti, si è fatta pagare tanto quanto il professionista, ma con un risultato mediocre.

Ha avuto grande sviluppo tutto il settore hobbystico legato alla carta – scrapbooking, embosser, timbri, … – che trovo veramente interessante e divertente, ma i cui prodotti sono tutti riconoscibili come “lavoretti fatti in casa come hobby”! Trovo che ci sia una grossissima ed evidente differenza tra un lavoro fatto da uno studio grafico con la realizzazione tipografica di un progetto e un “art attack” con brillantini e scritte in rilievo!

Per non parlare poi del Fai da Te per gli allestimenti che, come ho già avuto modo di spiegare in diversi post precedenti, considero inutilmente dispendiosi, organizzativamente arditi e con risultati spesso deludenti.

In sintesi, nella mia posizione e per il mio gusto – e quindi sempre nell’area del “chissenefrega” – ammetto lavoretti se:
– FATTI DAGLI SPOSI o da amici e parenti per piccoli particolari,
– solo se effettivamente servono a contenere le spese (quindi fate bene i conti)
– se rimangono abbastanza sobri, in linea con il matrimonio e non sono un’esplosione di lustrini da  lavoretti di fine anno delle elementari.
– se proprio non esiste un’alternativa in commercio!

Questo post lo possiamo archiviare fra “quello che non mi piace” e quindi mi scuserete se i toni sono un po’ acidi! Aspetto però una pioggia di commenti di persone che – fortunatamente – non sono d’accordo con me!!!

Alla prossima!

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